Il mio sport
di pizzi (14/06/2008 - 00:14)
Ricordo colpo per colpo, punto per punto, la finale che ha portato ad Andre Agassi la vittoria a Wimbledon. Giocava contro Goran Ivanisevic. Era il 1992. Ricordo altrettanto perfettamente la tappa del Tour de France vinta la Lance Armstrong e da lui dedicata a Fabio Casartelli che era morto due giorni prima. Non mi ricordo invece neanche una delle partite dell’ultimo campionato, neanche una tappa dell’ultimo Giro d’Italia, tantomeno una recente partita di tennis.
Perché? Quelle partite, quelle corse, quelle gare erano più belle? Gli atleti erano più bravi? Io non credo. E’ vero che ci sono meraviglie sportive irripetibili e belle anche a distanza di decenni, ma sono convinta che la mia memoria preferisca certi momenti perché li ho vissuti in modo diverso. Quegli eventi sportivi sono i pomeriggi della mia infanzia e adolescenza. In maggio quando la scuola era agli sgoccioli io, che non sono mai stata molto socievole, passavo ore guardando lo sport in tv: meravigliose partite di tennis, lunghe e noiose tappe a Giro d’Italia e Tour de France che mi hanno fatto conoscere il mondo.
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