Insieme a te non ci sto più
La colpa, lo dico subito, è di Gian Marco. Ieri è entrato in redazione chiedendo se qualcuno di noi conosceva una canzone che aveva sentito la sera prima: Fiorello aveva obbligato Nanni Moretti a cantarla. In un attimo abbiamo capito che intendeva “Insieme a te non ci sto più” di Caterina Caselli, quella che fa “arrivederci amore ciao” (la potete ascoltare). Da qui è nato un pomeriggio in cui non si è ascoltato e cantato altro.
Mi sono chiesta dove si imparano queste canzoni. A me sembra di conoscerla da sempre: parole e musica. Non accompagno la melodia, conosco proprio il testo. E mi chiedo: le ho sempre conosciute? le ho imparate ascoltandole per caso? me le ha fatte sentire qualcuno? Mi pare talvolta che certi pezzi siano nell’aria e venga spontaneo cantarli immediatamente, alla prima nota. Anche se non si conosce il cantante, il gruppo o l’autore.
Riascoltare una canzone è in realtà molto più frequente che rivedere un film o leggere un libro. Mi sembra più facile l’assuefazione (il processo adolescenziale per cui si passano interi pomeriggi a sentire la stessa canzone e dopo un po’ non la si sopporta più), ma anche la riscoperta. Le canzoni si trovano più dei film e dei libri. Si sentono in televisione, in macchina, in palestra. Risentire qualcosa che appartiene al passato o che un tempo ci è piaciuto è facile, meno impegnativo. A me piace però ritrovare le canzoni, sapere di essere in grado di cantarle senza sbagliare risentendole dopo anni alla radio senza avere memoria della loro esistenza dentro di me.





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