Come
Sono tornata di recente per lavoro a guardare i libri di Harry Potter, in particolare l’ultimo che ho letto l’estate scorsa in inglese e che esce in italiano la prossima settimana. Proprio l’arrivo dell’edizione italiana mi ha fatto pensare alle storie, non a come cominciano o a come finiscono, ma a come “trascorrono”. Tutti sanno come inizia la storia di Harry, a che punto si è arrivati con il libro numero 6, e tutti sanno anche il maghetto non muore. Allora perché tanta attesa? E’ per quello che c’è in mezzo. E’ per il “come” ci si arriva.
Era questa la mia curiosità l’estate scorsa ed è, credo, la curiosità di tutti quelli che aspettano di avere in mano il libro in italiano. Si parte dal presupposto che Harry si salva, ma come ci riesce vista la situazione tragica alla fine del “Principe mezzosangue” con Silente morto e Piton in fuga con i mangiamorte? E la povera Ginny coronerà il suo sogno d’amore? E Ron si dichiarerà infine a Hermione? Il bello del libro, di ogni libro, sta, secondo me, in questo, nel come si arriva alla fine della storia, nel percorso del protagonista e dei suoi amici e di tutti gli altri personaggi. Quello che si dice dei viaggi, che non importa la meta, ma il viaggiare, io lo applico anche ai libri. Per questo leggo la fine dopo le prime pagine. So dove devo arrivare e mi godo molto di più la strada.
Il mio signore Aragorn
Il nuovo film di un attore fa spesso pensare al vecchio. Leggendo del nuovo Cronenberg “La promessa dell’assassino” con Viggo Mortensen io sono tornata al Signore degli Anelli. So che è brutto ricordare un attore per un solo film, o meglio un solo ruolo, ma io non posso fare a meno di pensare al mio signore Aragorn, nobile, tormentato, onesto e perfetto. Evidentemente la carriera di Viggo Mortensen è altro, ha fatto altri film, alcuni (“History of violence” sempre di Croneberg) molto belli, ma niente è stampato nella mia memoria come Aragorn.
Devo confessare che non avevo letto Tolkien prima di vedere i film e che ho cominciato dal secondo capitolo della trilogia, poi però ho atteso il terzo con impazienza. Soprattutto per lui. Sì, belli anche gli altri personaggi, bello Faramir, suo fratello Boromir, Gandalf, gli hobbit, le principesse e gli elfi, ma nessuno è come l’erede di Elendil. Duro e altero, ma buono e coraggioso, un Mr. Darcy con la spada, Knightley che alla fine conquista la sua Emma con le orecchie a punta.
Io comprendo la povera Eowyn che si innamora senza speranza. Non si può non sospirare pensando al bell’Aragorn come lo fa Viggo. Per me il Signore degli anelli, volume I-II-III, si guarda a saltelli scegliendo solo le scene con il ramingo. E un po’ quelle con Faramir perché devo ammettere che è lui il secondo classificato. Addirittura il primo se si abbandona il film e si apre il libro, “Il ritorno del re”, e si legge la sua dichiarazione d’amore alla bella Eowyn.





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